Letteratura di Viag

James Frey – In un milione di piccoli pezzi

(Dalla quarta di copertina)

Un uomo di 23 anni si risveglia a bordo di un aereo in uno stato al confine tra la vita e la morte, in seguito a una sequenza di abusi di alcol e droghe. La famiglia, sbalordita e disperata, lo accoglie all’aeroporto di Chicago per trasferirlo in una clinica di riabilitazione del Minnesota. Qui, dopo una prima visita, un medico gli garantisce che morirà nel giro di pochi giorni se ricomincia a bere. Qui, Frey passerà due mesi spaventosi per disintossicarsi e confrontarsi con la furia interiore che da anni lo spinge a distruggersi. E soprattutto si troverà a dover fare una scelta: accettare di non vedere mai i suoi 24 anni oppure raccogliere i rottami della propria vita e agire. Il libro riporta la testimonianza di dura e sconvolgente di James Frey.

Le vene aperte dell’America Latina. Eduardo Galeano

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Tutti hanno sognato un viaggio in America Latina. Le immagini vendute da tour operator e agenzie viaggio sono conosciute e ampiamente diffuse: le spiagge di Rio de Janeiro, il Machu Picchu, la Patagonia…Immagini stereotipiche, cartoline e niente più. Dietro ogni foto di un paesaggio spettacolare con una natura rigogliosa c’è la storia di un continente. 

Se ne parla nell’opera più conosciuta dello scrittore uruguayano Eduardo Galeano, Le vene aperte dell’America Latina, pubblicata da Sperling&Kupfer nella collana Continente Desaparecido curata da Gianni Minà.

Galeano ci regala saggio che parla della spoliazione perpetrata dai colonizzatori (europei ieri ed americani oggi) nei confronti di tutto il subcontinente americano: dal Messico in giù esiste una storia in comune per tutte le nazioni e per tutti i popoli amerindiani. Basandosi esclusivamente su documenti storiografici e mai su personali opinioni, Galeano traccia le linee guida per un’interpretazione della storia delle Americhe, evidenziando gli errori di gestione (ed in controluce i crimini e gli orrori) effettuati da coloro che hanno amministrato delle terre che ancora oggi hanno un grandissimo potenziale di ricchezza.

Un saggio noioso e di difficile lettura? Nemmeno per sogno! Galeano ha la “penna leggera”, e confeziona un prodotto editoriale formato da 350 pagine che scorrono velocemente una dietro l’altra.
Libro fondamentale per meglio intendere anche il presente del subcontinente, Galeano offre al suo appassionato lettore tutti gli elementi per farsi un’idea su tutto quello che accad(d)e nel perimetro “latino” dell’America: per coloro che non sono mai stati nei paesi in questione e che basano le loro idee solo su quelle poche righe che riescono a leggere sui giornali, “Le vene aperte dell’America Latina” rappresenta un fondamentale ed imprescindibile strumento di studio e di approfondimento per uscire fuori dai luoghi comuni. Celeberrima la foto dell’Aprile 2009 in cui l’allora presidente del Venezuela Chavez regala ad Obama una copia del libro nell’edizione spagnola. Il gesto di Chavez diede una nuova popolarità alla già famosa opera ed entrò nella Top Ten di Amazon.com. Obama apprezzò il gesto e a distanza di cinque anni sarebbe interessante ricevere una recensione del libro da parte del presidente USA. 

A causa delle sue idee politiche Galeano fu costretto all’esilio forzato dal suo Uruguay e visse una fertile stagione intellettuale in Argentina ed in Spagna.

La nostra sfortuna più grande non è stata la povertà. Se fossimo stati poveri nessuno sarebbe rimasto qui a cannibalizzare le nostre infinite risorse: cacao, zucchero, mais, caffè, caucciù, oro, argento…La nostra sfortuna risiede nella nostra straordinaria ricchezza!


Leggetelo e fatelo leggere a tutte le persone a cui volete bene.